15 novembre – quell’insondabile desiderio di “eliminare” i bambini

Non si può negare che i bambini siano un’esperienza devastante. Dove arrivano loro tutto è in pericolo, tutto viene distrutto nell’istante in cui entra in contatto con le loro mani e soprattutto tutto diventa sporco. Ora, in un luogo come l’Italia dove i bambini non esistono e, quando ci sono, sono tenuti al guinzaglio il problema diventa relativo; ma qui!!!! Qui i bambini sono come uno sciame di zanzare vicino a un acquitrino. Sono d’ovunque. Difficile che passi una giornata senza che loro arrivino e con quell’aria devastata ti dicano ho fame!, acqua, pane, noccioline. Devono sempre salire sulla tua macchina, toccare i tuoi peli, vedere dove sei, seguirti dovunque. Ieri ho quasi ucciso due bambine che sono entrate correndo nel giardino. Il giardino è un luogo di meditazione, si entra camminando e osservando. Ed è in questi momenti che appare la frase del vangelo “chi non diventa come loro non entra nel Regno”. Ma qui il punto è che tu li vuoi uccidere e Gesù ti dice di considerarli dei maestri spirituali. Intendetemi! Non sto dicendo che non siano tanto teneri e belli e non è solo questione di pazienza. È uno sguardo nuovo che ci viene chiesto. Loro disturbano, infastidiscono, ti fanno perdere tempo, vogliono che tu sia per loro. Come guardarli alla maniera di Gesù? Come imparare il vangelo da loro?